Utero in affitto, la Cirinnà vuole regolamentarla: “E’ un desiderio di genitorialità”

Utero in affitto, la Cirinnà vuole regolamentarla: “E’ un desiderio di genitorialità”Roma, 22 mag – Come vi abbiamo raccontato, ci sono circa 50 neonati “bloccati” a Kiev dal coronavirus. Sono tutti figli di madri surrogate “assunte” dalla Biotexcom e che a causa della pandemia globale non possono raggiungere i genitori che li hanno acquistati. Tra di essi, quattro coppie italiane. In Italia, ricordiamo, la maternità surrogata non è legale. E ora la Cirinnà vuole sfruttare questo momento di impasse per proporne, in breve, regolamentazione del metodo anche qui da noi.
Cirinnà: “Una buona regolazione”
“Davvero non è percorribile la strada di una buona regolazione della GPA, capace di tutelare la libertà e la dignità di tutte le persone coinvolte e, in primo luogo, della donna gestante e del nato?” scrive la Cirinnà. “Ci sono alcune proposte già sul tavolo, che meritano dal mio punto di vista la massima attenzione. Penso al disegno di legge elaborato dall’Associazione Luca Coscioni e da altre associazioni, e a quello proposto dal portale Articolo29.it. Due testi complementari, che partono da prospettive in parte diverse ma che assicurano la piena tutela della salute e della dignità delle persone coinvolte, adeguati strumenti di controllo e, soprattutto, requisiti stringenti per evitare rischi di commercializzazione o sfruttamento (ad esempio, sul piano del reddito della gestante”.
Il corpo delle donne prima dei figli
Per la Cirinnà il punto focale non è il diritto del bimbo insomma, ma solo l’autogestione del corpo femminile: “Sono convinta che la riflessione sulla GPA richieda conoscenza e attenzione. Conoscenza della pluralità di esperienze e modelli normativi che, nel mondo e anche in Paesi a noi vicini (Regno Unito, Grecia, Portogallo), hanno provato a regolarla”. “Attenzione alle ragioni profonde di scelte che ad alcuni possono sembrare inaccettabili e lontane, ma che possono anche rappresentare espressioni dell’autodeterminazione e, dunque, della dignità delle donne. Cosa, per altro, riconosciuta anche da corti costituzionali come quella portoghese”, scrive ancora. “Dobbiamo anche porre molta, moltissima attenzione alle condizioni sociali ed economiche in cui quell’autodeterminazione si esercita. Questo è fondamentale per contrastare con fermezza ogni ipotesi di sfruttamento (anche commerciale) e di subordinazione, soprattutto delle donne che portano a termine una gravidanza per altre o altri“: per altri, esatto. Perché il sospetto è che la Cirinnà spinga così tanto per la regolamentazione della maternità surrogata, come al solito, per accomodarsi ancor di più nelle grazie della comunità gay. Le femministe, infatti, non sono assolutamente d’accordo con la pratica, e già nel caso dei bambini ucraini si erano esposte molto chiaramente in merito.
Ilaria Paoletti
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Autore: Ilaria Paoletti

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